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Avanguardie Educative
Materiali multimediali prodotti dalla community della Avanguardie Educative

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Il video documenta l’esperienza della secondaria di primo grado dell’IC 3 “Mattarella” di Modena, scuola capofila dell’Idea “Apprendimento autonomo e tutoring” del Movimento “Avanguardie educative”, che pone fiducia e autonomia degli studenti al centro del proprio progetto educativo.  Il curricolo affianca alle discipline tradizionali i percorsi delle STEAM Sisters, due ore settimanali valutate dedicate a intelligenza artificiale, espressività, linguaggi della comunicazione, scienze e sostenibilità, orientamento. All’interno delle 30 ore settimanali la scuola ha ricavato quattro ore pomeridiane: metà classe frequenta un club di otto settimane, l’altra metà il tutoraggio guidato dall’insegnante di sostegno; il giorno dopo i gruppi si invertono. Le attività si svolgono in ambienti progettati allo scopo, come lo Spazio Leo, Future Lab del Ministero.  Focus del video è il tutoraggio, nato durante il Covid per accompagnare gli studenti verso una maggiore autonomia e articolato in tre momenti. Con il planning settimanale, cartaceo o digitale, i ragazzi imparano a organizzare compiti, studio e impegni extrascolastici. Con la “tabella Post-it” riflettono su un’attività individuando cosa hanno saputo fare, cosa no e quali strategie concrete adottare per migliorare, ripensando così il proprio metodo di studio. Nei progetti multidisciplinari, svolti in coppia o in piccolo gruppo e presentati ad altre classi o ai genitori, consolidano gli apprendimenti del mattino e sviluppano competenze trasversali.  Attraverso le testimonianze del dirigente, dei docenti e degli studenti, il video racconta una didattica collaborativa e non competitiva, in cui i compagni diventano una risorsa e l’autovalutazione sostituisce l’attesa del giudizio altrui, favorendo personalizzazione, inclusione e scoperta dei propri talenti, anche in chiave orientativa.  Autori:  Massimiliano Naldini e Silvia Panzavolta- Ricercatori INDIRE  Partecipanti:  Daniele Barca (Dirigente scolastico)  Cecilia Rivalenti (docente)  Nicol Albertini (tutor classi 1^)  Irene Mancini (tutor classi 2^)  Francesca Micheletto (tutor classi 3^)  L’esperienza ha visto protagonisti gli studenti delle classi I, II e III della scuola secondaria di primo grado “Mattarella”. 
Massimiliano Naldini
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Il video documenta l’esperienza dell’IPSSEOA “Bernardo Buontalenti” di Firenze, scuola capofila dell’Idea “Spaced Learning (Apprendimento Intervallato)” del Movimento “Avanguardie educative”. La metodologia nasce per rispondere a programmi densi di contenuti, alla difficoltà di coinvolgere gli studenti e alla presenza di alunni con DSA e BES. Si fonda sugli studi neuroscientifici secondo cui è nelle pause che le informazioni apprese si consolidano nella memoria a lungo termine. Focus del video è la struttura della lezione intervallata: un obiettivo didattico e tre input – presentazione, approfondimento, restituzione con funzione di verifica – alternati a due pause di uguale durata, con tempi modulati su età e bisogni degli studenti (input più brevi nelle prime, più lunghi nelle terminali). Le pause sono attive: origami, manipolazione di materiali, bolle di sapone e, in prospettiva, movimento. Attraverso le testimonianze della dirigente scolastica, dei docenti e degli studenti, il video racconta come la lezione, preparata con presentazioni digitali essenziali, richieda all’inizio un impegno progettuale che si riduce con la pratica, e come si adatti a discipline, livelli e stili di apprendimento diversi; gli studenti dicono di concentrarsi e memorizzare meglio. Particolare cura è rivolta alla dimensione inclusiva, che rende accessibili argomenti complessi anche agli studenti più fragili, e alla crescita di motivazione e concentrazione. Autori: Massimiliano Naldini, Maeca Garzia (ricercatori INDIRE) Partecipanti: Maria Francesca Cellai (Dirigente scolastico) Elisabetta Griechi (docente di Inglese) Eva Mecacci (docente di Spagnolo) L’esperienza ha visto protagonisti gli studenti delle classi terze e quarte dell’IPSSEOA “Bernardo Buontalenti”
Massimiliano Naldini
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Come può la scuola promuovere l’autonomia degli studenti e renderli protagonisti del proprio percorso di apprendimento e di crescita? Quale ruolo possono assumere il tutoring, la collaborazione tra pari e una diversa distribuzione delle responsabilità educative e della leadership scolastica?  Il video presenta l’esperienza del Liceo Scientifico “Giulietta Banzi Bazoli” di Lecce, offrendo uno spunto di riflessione sulle possibilità di ripensare i processi di insegnamento/apprendimento e governance scolastica attraverso la valorizzazione dell’autonomia e dell’agency studentesca.  Al centro dell’esperienza si colloca una visione dell’apprendimento in cui gli studenti non sono soltanto destinatari dell’azione didattica, ma soggetti attivi, chiamati ad assumere un ruolo crescente nella costruzione delle proprie conoscenze, nell’organizzazione del lavoro e nella relazione con gli altri (pari e componente adulta).   In questa prospettiva, il tutoring rappresenta una leva per sostenere processi di apprendimento e partecipazione più autonomi e collaborativi, valorizzando il confronto, il supporto reciproco e la condivisione delle responsabilità. L’esperienza invita inoltre a riflettere sul ruolo dei docenti e sull’evoluzione della leadership educativa: promuovere l’autonomia non significa lasciare gli studenti soli, ma costruire condizioni organizzative, didattiche e relazionali che consentano loro di sviluppare iniziativa, consapevolezza e responsabilità.  Il video si propone così come occasione per esplorare il rapporto tra agency studentesca, tutoring e innovazione scolastica, mostrando come il ripensamento delle relazioni educative e della governance scolastica possa contribuire alla trasformazione del modello didattico.   Autori:  Silvia Panzavolta, Massimiliano Naldini (ricercatori INDIRE)  Antonio Lezzi e Tiziana Panareo (docenti del Liceo Scientifico “Giulietta Banzi Bazoli” di Lecce) e gli studenti del Liceo Scientifico “Giulietta Banzi Bazoli” di Lecce    Partecipanti:  Antonella Manca (Dirigente scolastica)  Antonio Lezzi (docente)  Tiziana Panareo (docente)  Silvia Quarta Serafino (docente)  L’esperienza ha visto protagonisti gli studenti di BanzHack e di Banzi for Lawfulness, nell’ambito della comunità del Liceo Scientifico Statale “Giulietta Banzi Bazoli” di Lecce. 
Silvia Panzavolta
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Il video documenta l’esperienza dell’IC “Villa d’Almè” di Villa d’Almè (BG) come esempio di integrazione strutturale del Service Learning nella vita della scuola. L’IC è scuola capofila dell’Idea “Dentro/fuori la scuola - Service Learning” del Movimento “Avanguardie educative”.  L’IC ‒ articolato in plessi di scuola primaria e secondaria di primo grado nei comuni di Villa d’Almè e di Almè ‒ ha fatto del Service Learning un elemento distintivo della propria offerta formativa. Il Service Learning è inteso come approccio pedagogico che unisce l’apprendimento curricolare all’impegno degli studenti a favore della comunità.  Focus specifico della videodocumentazione è la fase di diagnosi, da cui nasce e prende forma ogni percorso; non è affidata alla singola classe o al singolo docente: è un lavoro corale e istituzionalizzato; la scuola lo costruisce insieme alle realtà sociali del territorio per leggere i bisogni della comunità e trasformarli in occasioni di apprendimento significativo. In questo processo il Centro dei Servizi per il Volontariato di Bergamo ha un ruolo di raccordo tra scuola, associazioni ed enti locali.  Le esperienze documentate mostrano come la diagnosi condivisa getti le basi per percorsi di Service Learning co-progettati, radicati nel contesto e integrati nella didattica disciplinare. Attraverso le testimonianze del Dirigente scolastico, dei docenti, degli studenti e dei partner esterni, il video racconta come le relazioni con il territorio diventino esse stesse fonte di apprendimento; racconta anche come i laboratori trasformino tanto gli studenti quanto la comunità che li accoglie.  Particolare cura è rivolta alla dimensione di individuazione del problema sul quale intervenire, che rende sostenibile l’approccio nel tempo, alla corresponsabilità tra scuola e territorio e al protagonismo degli studenti come cittadini attivi.  La videodocumentazione dell’esperienza è pubblicata anche in versione estesa (durata 27′ 43″) Autori:   Simone Consegnati, Patrizia Lotti, Massimiliano Naldini, Lorenza Orlandini (ricercatori INDIRE)  Partecipanti:   Marta Beatrice Rota (Dirigente scolastica)   Raffaella Donghi (docente scuola primaria “Mons. P. Sigismondi” di Villa d’Almè)   Maria Grazia Alleruzzo (docente scuola secondaria di primo grado “Alberto Manzi” di Villa d’Almè)   Chiara Nodari (docente scuola primaria “Lino Moioli” di Almè)   Paolo Petrò (operatore CSV - Centri dei Servizi per il Volontariato della Lombardia ETS)   L’esperienza ha visto protagonisti gli studenti delle classi: 2a A della scuola secondaria di primo grado “Alberto Manzi” di Villa d’Almè; 2a D della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” di Almè; 5a B della scuola primaria “Mons. P. Sigismondi” di Villa d’Almè e 5a F della scuola primaria “Lino Moioli” di Almè. 
Simone Consegnati
I.C. "Villa D'Almé"
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Il video documenta l’esperienza dell’IC “Villa d’Almè” di Villa d’Almè (BG) come esempio di integrazione strutturale del Service Learning nella vita della scuola. L’IC è scuola capofila dell’Idea “Dentro/fuori la scuola - Service Learning” del Movimento “Avanguardie educative”.  L’IC ‒ articolato in plessi di scuola primaria e secondaria di primo grado nei comuni di Villa d’Almè e di Almè ‒ ha fatto del Service Learning un elemento distintivo della propria offerta formativa. Il Service Learning è inteso come approccio pedagogico che unisce l’apprendimento curricolare all’impegno degli studenti a favore della comunità.  Focus specifico della videodocumentazione è la fase di diagnosi, da cui nasce e prende forma ogni percorso; non è affidata alla singola classe o al singolo docente: è un lavoro corale e istituzionalizzato; la scuola lo costruisce insieme alle realtà sociali del territorio per leggere i bisogni della comunità e trasformarli in occasioni di apprendimento significativo. In questo processo il Centro dei Servizi per il Volontariato di Bergamo ha un ruolo di raccordo tra scuola, associazioni ed enti locali.  Le esperienze documentate mostrano come la diagnosi condivisa getti le basi per percorsi di Service Learning co-progettati, radicati nel contesto e integrati nella didattica disciplinare. Attraverso le testimonianze del Dirigente scolastico, dei docenti, degli studenti e dei partner esterni, il video racconta come le relazioni con il territorio diventino esse stesse fonte di apprendimento; racconta anche come i laboratori trasformino tanto gli studenti quanto la comunità che li accoglie.  Particolare cura è rivolta alla dimensione di individuazione del problema sul quale intervenire, che rende sostenibile l’approccio nel tempo, alla corresponsabilità tra scuola e territorio e al protagonismo degli studenti come cittadini attivi.  La videodocumentazione dell’esperienza è pubblicata anche in versione ridotta (durata 11′ 45″) Autori:   Simone Consegnati, Patrizia Lotti, Massimiliano Naldini, Lorenza Orlandini (ricercatori INDIRE)  Partecipanti:   Marta Beatrice Rota (Dirigente scolastica)   Raffaella Donghi (docente scuola primaria “Mons. P. Sigismondi” di Villa d’Almè)   Maria Grazia Alleruzzo (docente scuola secondaria di primo grado “Alberto Manzi” di Villa d’Almè)   Chiara Nodari (docente scuola primaria “Lino Moioli” di Almè)   Paolo Petrò (operatore CSV - Centri dei Servizi per il Volontariato della Lombardia ETS)   L’esperienza ha visto protagonisti gli studenti delle classi: 2a A della scuola secondaria di primo grado “Alberto Manzi” di Villa d’Almè; 2a D della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” di Almè; 5a B della scuola primaria “Mons. P. Sigismondi” di Villa d’Almè e 5a F della scuola primaria “Lino Moioli” di Almè. 
Simone Consegnati
I.C. "Villa D'Almé"
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Il video documenta l’esperienza di 8 docenti dei tre ordini di scuola dell’IC “Claudio Puddu” di Prato alla luce della sperimentazione, avviata dall’anno scolastico 2021-2022, dell’approccio MLTV (“Making Learning and Thinking Visible”) nato dalla collaborazione tra INDIRE e Project Zero e localizzato in Italia con il nome di “MLTV - Rendere visibili pensiero e apprendimento”; approccio che dal 2020 rappresenta una delle Idee del Movimento “Avanguardie educative”.   L’approccio MLTV utilizza, tra le tante attività proposte, specifiche routine cognitive, le Thinking Routine: una sorta di struttura organizzativa per guidare i processi di pensiero degli studenti (e non solo), incoraggiare l’elaborazione attiva, potenziare conoscenze, abilità e disposizioni disciplinari e trasversali e nutrire varie forme di pensiero: critico, creativo, logico-matematico, riflessivo, decisionale, sistemico, associativo, divergente, ecc.   Ma come utilizzare questo approccio per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento e come integrarlo con le ‘tradizionali’ strategie educative in uso nella scuola? A queste domande rispondono le stesse docenti dell’IC “Claudio Puddu” che, in accordo con il Dirigente scolastico, hanno scelto di progettare e sperimentare alcune attività ‘in verticale’ ‒ dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado ‒ ricorrendo proprio alle Thinking Routine. L’esito di tale scelta è sorprendente: l’uso degli strumenti MLTV ha consentito di rendere l’apprendimento profondo, inclusivo e partecipato; un esito tanto più sorprendente se si pensa che l’IC “Claudio Puddu” ‒ come afferma una delle docenti ‒ “opera in un contesto socioculturale ed economico ad alto impatto migratorio, a rischio di dispersione scolastica, con molti studenti non italofoni, e numerosi ragazzi DSA e/o BES”. “In questo modo, la scuola” ‒ continua la docente ‒ “si fa luogo di apprendimento profondo e relazionale, dove ogni voce è ascoltata e ogni giovane può sentirsi parte attiva del processo educativo”.   Il video, attraverso la testimonianza diretta delle 8 docenti e quella dei loro alunni, documenta l’efficacia di MLTV nel costruire esperienze di insegnamento e apprendimento altamente significative, visibili e democratiche e che, non ultimo, incoraggiano la creazione di comunità di docenti orientata alla ricerca e al pensiero profondo.   Elena Mosa, Silvia Panzavolta (Ricercatori INDIRE) Partecipanti: Lucia Callisto (docente scuola primaria, plesso “Claudio Puddu”) Viviana Carfora (docente scuola secondaria di primo grado, plesso “Don Giovanni Bosco”) Maria Cavaleri (docente scuola dell’infanzia, plesso “Gianni Rodari”) Rosa Ciani (docente scuola dell’infanzia, plesso “Gianni Rodari”) Silvia Logli (docente scuola secondaria di primo grado, plesso “Don Giovanni Bosco”) Diletta Marchetti (docente scuola secondaria di primo grado, plesso “Don Giovanni Bosco”) Daniela Mazzoni (docente scuola secondaria di primo grado, plesso “Don Giovanni Bosco”) Elena Tradii (docente scuola secondaria di primo grado, plesso “Gianni Rodari”) Le classi dell’IC “Claudio Puddu di Prato”)
Elena Mosa
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Il video documenta l’esperienza dell’“IC n. 2” di Anagni (FR) come esempio di integrazione strutturale dell’outdoor education nel curricolo scolastico. L’Istituto è scuola capofila dell’Idea “Outdoor education” del Movimento “Avanguardie educative” e fa parte della rete nazionale delle “Scuole all’Aperto”, network supportato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna.   L’“IC n. 2” di Anagni, articolato in 6 plessi su due comuni e comprendente i tre ordini di scuola (dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado), ha sviluppato un curricolo verticale di outdoor education che mette in dialogo spazi interni con spazi esterni, la scuola e il territorio.  Attraverso una progettazione intenzionale degli ambienti di apprendimento ‒ sostenuta anche da finanziamenti dedicati ‒ l’outdoor education viene assunto come approccio pedagogico trasversale, orientato alla promozione del benessere, dell’inclusione, della motivazione e di apprendimenti significativi.  Le esperienze documentate in questo video mostrano come le attività all’aperto possono esser perfettamente integrate nella didattica curricolare grazie ad unità di apprendimento interdisciplinari e a specifici percorsi co-progettati anche con gli studenti.   Particolare attenzione è rivolta alla continuità educativa tra ordini di scuola, al ruolo delle relazioni, al coinvolgimento delle famiglie e, non ultimo, allo sviluppo della professionalità docente.  I risultati ottenuti evidenziano come l’outdoor education rappresenti una leva strategica per la costruzione di una scuola inclusiva, sostenibile e orientata al successo formativo di tutti e di ciascuno.   L’“IC n. 2” di Anagni ha partecipato a un progetto di ricerca sviluppato nell’ambito di un accordo di collaborazione scientifica tra INDIRE e l’Università degli Studi di Bologna; tale progetto ‒ dedicato all’outdoor education nella scuola secondaria di primo grado ‒ ha visto il coinvolgimento di Michela Schenetti, docente di Didattica generale ed Educazione alla Corporeità presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna.    Autori: Chiara Giunti, Simone Consegnati, Silvia Panzavolta (Ricercatori INDIRE) Michela Schenetti (Docente di Didattica Generale e Educazione alla corporeità, Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin", Alma Mater Studiorum – Università di Bologna)    Partecipanti: Daniela Germano (Dirigente scolastica)  Orietta Milan (docente Scuola dell’Infanzia, plesso San Giorgetto)  Maria Teresa Caciolo (docente Scuola Primaria, plesso San Giorgetto)  Valentina Sperti (docente Scuola Secondaria di primo grado, plesso Pantanello)  Le classi del plesso San Giorgetto e del plesso Pantanello dell’ IC 2° di Anagni   
Chiara Giunti
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La risorsa racconta una delle proposte presenti nella “Galleria delle Idee per l’Innovazione” del Movimento “Avanguardie educative”. Si tratta di “Prestito professionale. Continuità educativa, potenziamento del curricolo, valorizzazione degli insegnamenti”, proposta che nasce dall’esperienza dell’IC “Teresa Mattei” di Bagno a Ripoli (FI), Istituto che da anni – sostenuto dal Ministero – attua forme di continuità didattica tra i diversi ordini di scuola.  L’esperienza di questo IC ha fatto sì che l’ambito di indagine/ricerca presentato nel video venisse poi esteso ad altre due scuole: l’IIS “Giuseppe Peano” di Firenze e l’IC “Giovanni Falcone” di Copertino (LE).  La proposta raccontata nel video mette in risalto come le esperienze realizzate con una diversa organizzazione della didattica e con una ridefinizione del ruolo del docente possano trasformarsi in opportunità formative ricche e inedite per gli studenti, in sintonia con le differenti esigenze dei diversi contesti.  Se il caso dell’IC “Teresa Mattei” insiste sullo ‘scambio professionale’ tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (superando la tradizionale assegnazione dei docenti ai rispettivi ordini di scuola), il caso dell’IIS “Giuseppe Peano” vede invece il ‘prestito’ applicato alle discipline (affidando al docente di filosofia il compito di estendere la pratica filosofica nell’ambito di istituti tecnici e professionali che non prevedono tradizionalmente l’insegnamento di questa disciplina); in ultimo, il caso dell’IC “Giovanni Falcone”, caso che ha per focus lo ‘scambio disciplinare’: al docente specializzato è assegnato l’insegnamento di una sola disciplina tra quelle di ambito (ad esempio solo storia o solo scienze).   Comune denominatore delle tre esperienze è un’organizzazione di scuola che fa perno sull’apprendimento degli studenti, valorizza la professionalità dei docenti e, infine, consente di interpretare al meglio il ruolo di comunità educante sul territorio di riferimento. 
Alessandra Anichini
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scuole

“MLTV - Rendere visibili pensiero e apprendimento” è una metodologia educativa frutto della collaborazione tra INDIRE, Project Zero (gruppo di ricerca della Harvard Graduate School of Education di Boston) e alcune scuole di “Avanguardie educative”; la metodologia è poi diventata una delle proposte presenti nella “Galleria delle Idee per l’Innovazione” del Movimento.  All’ISS “Giovanni Antonio Pischedda” di Bosa (OR) un’attività svolta con la metodologia MLTV (Making Learning and Thinking Visible) ha avuto luogo nell’anno scolastico 2020-2021 all’interno di un’UdA relativa all’Ottica. L’obiettivo è stato quello di coinvolgere i giovani in attività innovative per renderli consapevoli del loro processo di apprendimento.  La metodologia utilizza routine cognitive specifiche, le Thinking Routine, una sorta di struttura organizzativa per guidare i processi mentali degli studenti e incoraggiare l’elaborazione attiva.  L’attività, avente oggetto le fibre ottiche, ha visto all’opera una classe seconda ed è stata svolta utilizzando la Thinking Routine See-Think-Wonder (“Vedi, pensa, chiediti”).  L’attività ha seguito 3 fasi:  Esperimenti sui fenomeni della riflessione, rifrazione e riflessione totale (nel laboratorio di Fisica).  Utilizzo in aula della routine See-Think-Wonder (“Vedi, pensa, chiediti”), strumento che stimola i giovani a osservare più attentamente e a formulare interpretazioni più fondate, che favorisce la curiosità e aiuta a costruire le premesse per l’indagine.  La routine ha avuto duplice finalità: introdurre le fibre ottiche tramite l’osservazione di una lampada d’arredamento; collegare il funzionamento della fibra ottica con il fenomeno della riflessione totale.  Assegnazione della ricerca: fibre ottiche e applicazioni nel laboratorio di Informatica (tempo: 2 ore) e successivo lavoro a casa per la preparazione della presentazione.   L’UdA si è conclusa nel laboratorio di Fisica con esperimenti relativi alle lenti e alla correzione dei difetti visivi.  La metodologia MLTV è entrata a far parte delle pratiche didattiche del “Pischedda” in quanto, più di ogni altra sperimentata in passato, rende veramente ‘visibile’ l'apprendimento. Visibile agli insegnanti ma soprattutto agli studenti che sono chiamati a riflettere sul materiale proposto in forma innovativa e stimolante: le varie routine attivano infatti la loro immaginazione, richiamano le preconoscenze e, durante tale processo, i giovani apprendono seguendo connessioni e schemi da loro stessi elaborati.   
Alessia Carboni
I.I.S. "G. A. PISCHEDDA"
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scuole

Per l'IC ''Giovanni XXIII'' di Acireale (CT) l'adesione alle reti e ai movimenti ''Avanguardie educative'', ''Senza Zaino'', ''Piccole Scuole'', ''Scuole all'aperto'' ha significato sostenere il percorso di cambiamento per il miglioramento ed ha contribuito a maturare un'idea di scuola sempre più chiara. La spinta al cambiamento – dopo l'autoanalisi con CAF & Education – è avvenuta per tutto l'IC, dando via via crescente rilievo alla diversità delle piccole realtà scolastiche. Un'innovazione, una nuova idea, è come un seme che ha bisogno del terreno e del tempo giusti perché trovi le condizioni per divenire germoglio e crescere; è per questo che al ''Giovanni XXIII'' si pone più attenzione al processo di cambiamento che non al suo esito finale. All'interno di una chiara missione istituzionale, di coerenza valoriale e di una visione di sviluppo, il cambiamento: è finalizzato al miglioramento organizzando ogni risorsa professionale, materiale, strutturale e finanziaria a sostegno di tale processo; è sostenuto da un lungo percorso di formazione e ricerca. Per porre al centro la persona il docente ha facoltà di co-costruire un curricolo orientato al conseguimento degli obiettivi delle Indicazioni nazionali e di quelli raccomandati dal Consiglio dell'Unione europea relativi alle competenze chiave per l'apprendimento permanente. Tale modo di fare scuola è riconosciuto dai portatori di interesse come ''Scuola libera tutti... il cammino si fa andando''. ''Libera tutti!'' è l'urlo liberatorio di chi, in un gioco, 'libera' anche colui che è rimasto indietro o nascosto e lo fa sentire parte di una comunità; un chiaro riferimento all'inclusività. ''Il cammino si fa andando'' è il richiamo all'approccio adattivo per nuclei tematici, mappe generatrici di saperi che co-costruiscono percorsi formativi garantendo centralità del giovane. Nel costante miglioramento l'IC ottimizza gli spazi di apprendimento, dentro e fuori la scuola; ad un uso flessibile dello spazio e dei relativi setting di arredi, si associano l'uso flessibile del tempo, una progettazione interdisciplinare 'a ritroso' per nuclei tematici, l'utilizzo di strumenti per facilitare l'apprendimento differenziato, l'outdoor education, il service learning e la sottoscrizione di un Patto educativo di Comunità che vede coinvolti l'ente locale per la Biblioteca Civica e il Giardino Comunale, l'AGESCI, il CAI e altre associazioni culturali e ambientaliste per costruire un laboratorio ecologico di comunità.
Carlo Mariani
VI - I.C. GIOV. XXIII ACIREALE

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