Sia la ricerca didattica sia la normativa di riferimento, europea e internazionale (cfr OCSE), indicano la collaborazione fra i pari e con l’insegnante una modalità di lavoro particolarmente efficace, se proposta con condizioni e strategie adeguate, per lo sviluppo non solo di apprendimenti disciplinari significativi ma anche di competenze trasversali e di cittadinanza e delle cosiddette soft skills. Gli insegnanti sono, quindi, chiamati a organizzare ambienti che promuovano il coinvolgimento attivo e la motivazione di tutti, facilitino processi in cui le idee vengano discusse fra i pari, sostengano la co-costruzione dei concetti e il miglioramento degli apprendimenti individuali. Ma come fare? Come organizzare interventi didattici basati sulla centralità delle relazioni, sull'efficacia del contesto, sulle pratiche rapide di feedback e di valutazioni formative continue? L’approccio che qui viene presentato fa riferimento a importanti studi sull’apprendimento cooperativo e dialogico e mostra come sia possibile progettarlo e metterlo in atto nella didattica delle scienze, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Le attività laboratoriali trovano nel dialogo ragionato, svolto simultaneamente in coppie o piccoli gruppi, i momenti essenziali per la costruzione del sapere scientifico. Il ruolo chiave dell'insegnante è quello di sollecitare costantemente gli studenti a ragionare in modo solido e produttivo, tramite feedback continui e capillari. Il dialogo può essere uno strumento potente per l’esplorazione di un fenomeno osservato, per la formulazione di un’ipotesi, per la spiegazione e l’argomentazione di una soluzione. Senza mettere in secondo piano l’elaborazione e la concettualizzazione individuale (lettura, previsione, riflessione, scrittura), è nel confronto con il pensiero dell’altro (l’inter-pensiero produttivo), nella spiegazione reciproca, nella gestione del disaccordo, nella regolazione reciproca che vi è la possibilità di rendere visibili i pensieri e lo sviluppo concettuale dall’infanzia alla secondaria, consentendo ai docenti di “curare" le idee ingenue e le misconoscenze. Parte importante di questo approccio è l’utilizzo di tecniche cooperative ampiamente validate dalla ricerca, come il think-pair-share, combinate con le strategie delle griglie confidenziali e degli student response systems (cartellini colorati per votazioni), che attivano e guidano le classi nel dialogo costruttivo, partecipato che, senza paura di sbagliare, permette la costruzione sociale dell’apprendimento.
Indice del percorso: